Ripartire con il Nordic Walking dopo l'estate: come riprendere senza strafare

6 min di lettura di Francesco De Stefani

Dopo la pausa estiva la tentazione è ripartire da dove si era lasciato. Meglio di no: ecco come dosare le prime settimane di Nordic Walking, ricontrollare tecnica e attrezzatura e arrivare all'autunno in forma.

A settembre molti tornano al Nordic Walking dopo un'estate di pause, viaggi e uscite saltate per il caldo. È il momento migliore dell'anno per farlo: temperature più miti, giornate ancora lunghe e la routine che riprende. L'errore più comune è uno solo: ripartire dal punto in cui ci si era fermati a inizio estate, come se le settimane di stop non contassero.

Qui trovi il modo in cui consiglio di riprendere: un mese di rientro graduale, un controllo della tecnica e uno dell'attrezzatura. Niente di complicato, ma è la differenza fra un autunno costante e un rientro che si esaurisce in due settimane.

Perché settembre è il mese giusto per ripartire

Il caldo di luglio e agosto costringe a spostare le uscite all'alba o al tramonto, e non tutti riescono a farlo. Settembre restituisce le ore centrali della mattina e del pomeriggio: si torna a camminare quando si ha tempo, non solo quando il termometro lo permette.

C'è anche una ragione più semplice: è il mese in cui si riprendono le abitudini. Un'attività che entra nella settimana a settembre ha buone probabilità di restarci, e il Nordic Walking si pratica tutto l'anno, inverno compreso. Ripartire bene adesso significa arrivare ai mesi freddi con il gesto già a posto.

Le prime due settimane: più piano di dove avevi lasciato

Dopo qualche settimana di stop il fiato torna in fretta, la tecnica un po' meno. E la parte che se ne accorge per prima non sono le gambe: sono spalle, dorso e avambracci, che nel Nordic Walking lavorano a ogni spinta e che in estate, di solito, restano a riposo. Per questo il rientro va dosato pensando alla parte alta del corpo.

  • Uscite più brevi. Meglio due o tre sessioni corte nella settimana che una lunga la domenica.
  • Terreno facile. Fondo regolare e pianeggiante, senza salite: in questa fase si lavora sul gesto, non sulla fatica.
  • Ritmo da conversazione. Se non riesci a parlare mentre cammini, stai andando troppo forte per le prime uscite.
  • Un giorno di pausa fra un'uscita e l'altra. Serve a capire come reagiscono spalle e braccia prima di aumentare.

Un mese di rientro, settimana per settimana

Non è una tabella di allenamento: è la progressione che suggerisco a chi torna dopo l'estate senza aver camminato con regolarità. Chi ha continuato anche ad agosto, spostando gli orari come spiegato nell'articolo sul Nordic Walking con il caldo di agosto, può partire direttamente dalla terza settimana.

SettimanaDurata delle usciteTerrenoSu cosa concentrarsi
1BreviPianeggiantePostura e passo lungo
2Brevi o mediePianeggianteSpinta oltre il bacino e mano che si apre
3MedieQualche saliscendiRitmo costante per tutta l'uscita
4Come prima dell'estateQuello abitualeTenere la tecnica anche quando arriva la stanchezza

Se a fine mese ti senti ancora lontano dal livello di giugno, non c'è niente di strano: allunga la seconda o la terza settimana invece di saltare avanti. La costanza conta più della velocità con cui si recupera.

Ricontrollare la tecnica: i tre punti che si perdono per primi

Dopo una pausa il gesto non sparisce, ma si accorcia. Sono sempre gli stessi tre dettagli a scivolare via, e sono anche quelli che fanno la differenza fra Nordic Walking e camminare con due bastoni in mano.

La spinta che si ferma al fianco

La mano dovrebbe arrivare oltre il bacino. Dopo una pausa tende a fermarsi accanto alla coscia, e la spinta si riduce a metà senza che ce ne si accorga.

Il pugno che resta chiuso

Il primo segnale è l'indolenzimento degli avambracci dopo poche uscite. In fondo alla spinta la mano deve aprirsi e lasciare il bastoncino appeso al lacciolo, per poi richiudersi morbida mentre il braccio torna avanti.

Il bastoncino che torna verticale

Con la stanchezza il puntale tende a scivolare in avanti, verso il piede. Deve toccare terra dietro la linea del piede opposto, con un'inclinazione netta: se è verticale frena invece di spingere.

Se vuoi un riferimento completo per controllarti punto per punto, il riepilogo è nella guida alla tecnica del Nordic Walking in 5 punti.

Controllare l'attrezzatura prima della prima uscita

  • Gommini e puntali. Se i gommini sono consumati su un lato o il puntale in metallo è arrotondato, vanno sostituiti: un appoggio che scivola rovina la spinta.
  • Laccioli. Controlla che l'aggancio funzioni e che il lacciolo non sia sfilacciato: è il pezzo che permette di aprire la mano a fine spinta.
  • Bastoncini telescopici. Verifica che i blocchi tengano e che la misura sia quella giusta. Dopo un'estate in cantina capita di ritrovarli regolati male.
  • Scarpe. Una suola consumata sul tallone rende meno stabile l'appoggio nel passo lungo.
Se la tecnica non torna da sola

Quando dopo tre o quattro uscite gli avambracci continuano a indolenzirsi o la spinta resta corta, di solito c'è un'abitudine da correggere che da soli non si vede: la fase posteriore del braccio avviene alle spalle di chi cammina. Per questo esiste la lezione singola di correzione della tecnica di Nordic Walking, novanta minuti per rimettere a posto il gesto prima dell'autunno.

Tre errori da evitare al rientro

  1. Recuperare il tempo perso. Concentrare in una settimana le uscite saltate ad agosto è il modo più rapido per doversi fermare di nuovo.
  2. Puntare subito sulla salita. In salita gli errori di spinta si notano meno, perché il corpo compensa con le gambe. Il gesto si rimette a posto in piano.
  3. Ignorare spalle e avambracci. Un indolenzimento che non passa dopo un giorno di riposo è un segnale per rallentare, non per insistere.

Una nota importante: se hai una condizione cardiaca, articolare o respiratoria nota, o se l'estate ti ha fermato per un problema di salute, parlane con il tuo medico prima di riprendere. Io insegno tecnica, non do indicazioni cliniche.

Domande frequenti

Quanto tempo serve per tornare in forma dopo la pausa estiva?

Dipende da quanto è durata la pausa e da com'eri prima. Come indicazione, un mese di uscite regolari e progressive basta in genere per tornare al livello di inizio estate; se serve più tempo, conviene allungare le settimane intermedie invece di forzare.

Meglio uscire tutti i giorni per recuperare in fretta?

No. Nelle prime settimane il giorno di pausa fra un'uscita e l'altra serve a spalle e avambracci, che dopo lo stop si affaticano prima delle gambe. Due o tre uscite a settimana sono un ottimo punto di partenza.

Devo cambiare i bastoncini dopo l'estate?

Quasi mai. Di solito basta sostituire gommini o puntali consumati e controllare laccioli e blocchi. Vale la pena ricontrollare la misura solo se hai bastoncini telescopici.

Il Nordic Walking si fa anche in autunno e in inverno?

Sì, si pratica tutto l'anno. Con il fresco cambiano soprattutto l'abbigliamento, che va pensato a strati, e la gestione delle pause, che conviene tenere brevi.

Se vuoi tornare a camminare in compagnia e con qualcuno che guardi il gesto, possiamo organizzare un'uscita di Nordic Walking su misura per te o per il tuo gruppo.

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