Quattro percorsi in Val di Funes con distanze, dislivelli e tempi reali, e i criteri con cui scelgo quale proporre: dal Sentiero delle Odle all'anello basso di Santa Maddalena.
Se hai una giornata piena e vuoi la parete nord delle Odle davanti agli occhi, il Sentiero delle Odle (Adolf Munkel Weg) è la scelta giusta: circa quattro ore di cammino, dislivello contenuto, due malghe lungo il percorso. Se invece hai mezza giornata, o cammini con bambini piccoli, l'anello basso tra Santa Maddalena e San Giovanni in Ranui restituisce lo stesso paesaggio con un terzo della fatica.
Accompagno gruppi in questa valle da diverse stagioni, e la domanda che mi arriva non è quasi mai "qual è il sentiero più bello". È "quale sentiero è giusto per me, oggi, con questo meteo e con queste gambe". Sono due domande diverse. Qui sotto trovi i quattro percorsi che propongo più spesso, con i numeri reali, e i criteri con cui scelgo.
Dove si trova la Val di Funes e come si arriva
La Val di Funes (Villnößtal) si stacca dalla Valle Isarco all'altezza di Chiusa e sale verso est per una quindicina di chilometri, chiusa in fondo dal gruppo delle Odle. Le due frazioni principali sono San Pietro e Santa Maddalena; la strada asfaltata finisce a Malga Zannes, intorno ai 1.680 metri, che è anche la porta d'ingresso al Parco naturale Puez-Odle, dentro il perimetro delle Dolomiti Patrimonio UNESCO.
- In auto: A22 del Brennero, uscita Chiusa/Val Gardena, poi una ventina di minuti di strada di valle.
- In treno e bus: stazione di Chiusa sulla linea del Brennero, poi autobus di linea verso Funes e Santa Maddalena. È l'opzione che consiglio in alta stagione.
- Parcheggi: a Zannes e a Ranui sono a pagamento e si riempiono presto. Nei mesi centrali dell'estate l'accesso automobilistico al fondovalle può essere regolamentato: vale sempre la pena verificare la situazione aggiornata prima di partire.
I quattro percorsi che consiglio più spesso
1. Il Sentiero delle Odle (Adolf Munkel Weg) — il classico
Si parte da Malga Zannes o da Ranui e si percorre la fascia di bosco e mughi ai piedi della parete nord delle Odle, toccando la Malga delle Odle (Geisler Alm) e la Malga Casnago (Gschnagenhardt Alm). In anello si contano circa 10 chilometri e 450-500 metri di dislivello, per quattro ore abbondanti di cammino con le soste.
Difficoltà escursionistica, fondo buono, nessun tratto esposto. Quello che lo rende speciale non è la quota — si resta sotto i 2.000 metri — ma il punto di vista: si cammina sotto le guglie, con il Sass Rigais (3.025 m) che incombe a poche centinaia di metri. È un rapporto con la roccia che dall'alto non si ha.
Consiglio pratico: partire presto. Tra mezzogiorno e le due le due malghe sono piene e la luce sulla parete è la peggiore della giornata.
2. L'anello di Santa Maddalena e San Giovanni in Ranui — il più fotografato
Sei chilometri scarsi, circa 200 metri di dislivello, due ore comode. È il giro che tocca la chiesetta di San Giovanni in Ranui, cappella barocca della metà del Settecento isolata sul prato con le Odle alle spalle, e il celebre punto panoramico sulla chiesa di Santa Maddalena.
Due avvertenze che risparmiano delusioni. Il prato di Ranui è proprietà privata: l'accesso al punto di ripresa è regolamentato dai proprietari e in stagione è a pagamento — dal sentiero pubblico la chiesa si vede comunque, solo da un'angolazione diversa da quella delle cartoline. E il punto panoramico su Santa Maddalena non è in paese: si raggiunge dal sentiero che risale verso il fondovalle, con dieci minuti di cammino in più.
È il percorso che propongo per il primo giorno di vacanza, con i bambini, o quando il meteo del pomeriggio è incerto.
3. Da Malga Zannes al Rifugio Genova — per chi vuole quota
Circa 11 chilometri fra andata e ritorno, 650 metri di dislivello, cinque ore. Si sale dal fondovalle fino al Rifugio Genova (Schlüterhütte), a 2.297 metri, sulla dorsale che porta verso il Passo Poma e la Val Badia.
Qui si esce dal bosco davvero: l'ultimo tratto è aperto, il terreno è alpino, e nelle giornate limpide lo sguardo arriva dal Sass de Putia fino alle cime della Valle Aurina. Il rifugio è in genere aperto da inizio giugno a inizio ottobre; fuori da quella finestra è normale trovare neve residua nei canaloni all'ombra, e il percorso cambia natura.
4. Il giro delle malghe da Zannes — la passeggiata
Cinque chilometri, 150 metri di dislivello, un'ora e mezza. Il tracciato di fondovalle che collega i prati e le malghe attorno a Zannes, in buona parte su fondo largo e regolare. È l'unico dei quattro che regge un passeggino robusto, ed è quello che uso per far ambientare chi arriva dalla pianura senza bruciarsi la prima giornata.
| Percorso | Lunghezza | Dislivello | Tempo | A chi lo consiglio |
|---|---|---|---|---|
| Sentiero delle Odle | ~10 km | ~470 m | 4 h | Giornata piena, gamba allenata |
| Anello Santa Maddalena – Ranui | ~6 km | ~200 m | 2 h | Famiglie, mezza giornata, meteo incerto |
| Zannes – Rifugio Genova | ~11 km A/R | ~650 m | 5 h | Chi cerca la quota e il panorama aperto |
| Giro delle malghe | ~5 km | ~150 m | 1 h 30 | Primo giorno, passeggino, bambini piccoli |
Quando andare
- Giugno: i prati di fondovalle sono nel momento migliore, ma sui percorsi alti può esserci ancora neve nei versanti nord.
- Luglio e agosto: tutto aperto, malghe in piena attività, e molta gente. Partire prima delle nove cambia completamente l'esperienza.
- Settembre: il mese che preferisco. Luce bassa, aria pulita, malghe ancora aperte, metà delle persone.
- Ottobre: i larici virano al giallo e la valle è magnifica, ma le giornate si accorciano e molte malghe chiudono verso metà mese.
- Inverno: la valle è splendida e battuta, ma i percorsi non sono gli stessi: servono ciaspole o ramponcini e una valutazione delle condizioni della neve.
Cosa mettere nello zaino
- Scarponi o scarpe da trekking con suola scolpita. Le sneakers su fondo umido sono il primo motivo di scivolate.
- Guscio antivento e antipioggia, anche con previsioni buone: sopra i 1.500 metri il tempo gira in fretta.
- Uno strato caldo. Alle malghe, all'ombra, in agosto si sta freschi.
- Almeno un litro e mezzo d'acqua a testa.
- Protezione solare e cappello: la radiazione in quota è tutta un'altra cosa.
- Bastoncini, soprattutto in discesa.
- Contante: non tutte le malghe accettano il bancomat.
- Mappa o traccia GPS scaricata offline. Il segnale non c'è ovunque.
Tre errori che vedo fare più spesso
Il primo è calcolare i tempi sulla distanza e non sul dislivello. Dieci chilometri in pianura e dieci chilometri con cinquecento metri di salita sono due giornate diverse.
Il secondo è organizzare la gita attorno a una fotografia. La chiesetta di Ranui è bellissima, ma se il piano è solo arrivare al punto di ripresa si è fatta un'ora di macchina per cinque minuti di sosta.
Il terzo è ignorare il pomeriggio. In estate i temporali di calore sono la norma, non l'eccezione: chi parte alle sette rientra asciutto, chi parte alle undici quasi mai.
Accompagno piccoli gruppi su questi percorsi, adattando ritmo e lunghezza a chi c'è. Guarda gli itinerari in programma oppure scrivimi e costruiamo la giornata insieme.
Domande frequenti
Quanto dura il Sentiero delle Odle?
In anello da Malga Zannes servono circa quattro ore di cammino effettivo, per una decina di chilometri e 450-500 metri di dislivello. Con le soste alle due malghe è ragionevole calcolare cinque o sei ore complessive.
La Val di Funes è adatta ai bambini?
Sì, scegliendo il percorso giusto. L'anello di Santa Maddalena e Ranui e il giro delle malghe da Zannes sono adatti anche a bambini piccoli, il secondo in parte con passeggino robusto. Il Sentiero delle Odle è affrontabile da bambini abituati a camminare, indicativamente dai sette-otto anni.
Serve una guida per l'Adolf Munkel Weg?
Tecnicamente no: il sentiero è segnalato e non presenta tratti esposti. Una guida serve per un'altra ragione, cioè leggere quello che si attraversa — geologia delle Dolomiti, vita delle malghe, fauna — e per gestire meteo e ritmo del gruppo senza doversene occupare.
Si può arrivare in Val di Funes senza auto?
Sì. Si arriva in treno a Chiusa sulla linea del Brennero e si prosegue con l'autobus di linea fino a San Pietro e Santa Maddalena, con corse che in alta stagione salgono fino a Zannes. In estate è spesso più comodo che cercare parcheggio.
Qual è il momento migliore per fotografare Santa Maddalena?
La prima ora dopo l'alba, quando la luce radente prende la parete delle Odle e il fondovalle è ancora in ombra. Al tramonto la chiesa resta in controluce: bello, ma è una fotografia diversa.
Se ti interessa il resto di quello che faccio, sul blog trovi anche un pezzo sulla tecnica del Nordic Walking e uno sul birdwatching nel Delta del Po, che è l'altra metà del mio territorio.