Dieci chilometri possono essere una passeggiata o una giornata dura: dipende dal dislivello. Come leggere distanza, dislivello, tempi e difficoltà nella scheda di un'escursione, con un esempio reale in Val di Funes.
Prima di un'escursione la domanda giusta non è quanti chilometri sono, ma ce la faccio? La risposta sta quasi sempre nella scheda dell'escursione, a patto di saperla leggere: distanza, dislivello, tempo e difficoltà sono quattro dati che vanno letti insieme, mai uno alla volta.
In questo articolo li prendo uno per uno, poi li applico a una scheda reale, quella di un percorso che accompagno in Val di Funes. Alla fine hai un metodo semplice per capire se un sentiero è adatto a te o al tuo gruppo.
La distanza da sola non dice quasi niente
Dieci chilometri in piano e dieci chilometri con cinquecento metri di salita sono due giornate diverse. È l'errore che vedo fare più spesso: calcolare la fatica sui chilometri, come se si camminasse in città.
La distanza serve a capire per quanto tempo starai in piedi e quanta acqua portare. Ma è il dislivello che decide quanto sarà faticoso.
Il dislivello: salita, discesa e saliscendi
Il dislivello indica i metri di salita (positivo, con il segno +) e di discesa (negativo, con il segno −) accumulati lungo tutto il percorso. Due dettagli cambiano la lettura:
- Dislivello totale non è differenza di quota. Un anello parte e arriva alla stessa quota, ma può avere comunque centinaia di metri di salita, se sale e scende più volte.
- La discesa non è gratis. Scendere costa meno fiato ma più gambe: ginocchia e quadricipiti lavorano molto, e su fondo sconnesso i tempi in discesa non si dimezzano affatto.
Per questo, a parità di metri di salita, un percorso con molti saliscendi è più impegnativo di una salita unica e regolare: si sale e si scende più volte, e il passo non trova mai un ritmo costante.
Il tempo indicato: cosa comprende e cosa no
Il tempo di una scheda può voler dire due cose diverse: il tempo di cammino effettivo, calcolato su un passo medio, oppure la durata complessiva dell'uscita, con soste e ritmo di gruppo. Prima di fare qualunque conto conviene capire quale dei due si sta leggendo.
Per stimare il cammino effettivo esiste una regola usata da più di un secolo, la regola di Naismith: un'ora ogni 5 chilometri, più un'ora ogni 600 metri di salita. È tarata su escursionisti allenati, terreno buono e nessuna sosta. Per un gruppo misto, con pause, fotografie e qualche tratto sconnesso, il tempo reale è sensibilmente più lungo.
Un esempio reale: l'Adolf Munkel Weg
Prendiamo la scheda del Sentiero delle Odle che accompagno in Val di Funes. Riporta questi dati: 8,6 km, +360 / −360 m, 3 h 30′, difficoltà facile.
| Dato | Valore | Come leggerlo |
|---|---|---|
| Distanza | 8,6 km | Mezza giornata in piedi, non una passeggiata breve |
| Dislivello | +360 / −360 m | Salita modesta ma distribuita: il saliscendi è continuo |
| Tempo stimato con Naismith | circa 2 h 20′ | Solo cammino, passo allenato, nessuna sosta |
| Durata in scheda | 3 h 30′ | Durata realistica con ritmo di gruppo e pause |
| Difficoltà | Facile | Nessun tratto esposto, ma servono scarponcini con suola scolpita |
La differenza fra le due stime non è un errore: è esattamente il margine che serve a un gruppo vero, che si ferma, guarda, beve e fotografa. La scheda completa, con le tappe e il profilo altimetrico, è quella dell'escursione sull'Adolf Munkel Weg ai piedi delle Odle.
Lo stesso sentiero, percorso in un anello più ampio, arriva a circa 10 km e 470 metri di dislivello per quattro ore di cammino: lo trovi confrontato con altri tre percorsi della valle nella guida ai quattro percorsi in Val di Funes. È un buon esempio di come lo stesso nome possa nascondere giornate diverse: conta la variante, non solo il sentiero.
La difficoltà: la scala T, E, EE, EEA
In Italia la difficoltà escursionistica si indica di solito con la scala del CAI:
- T – Turistico: stradine, mulattiere o sentieri larghi, percorsi brevi e ben segnalati.
- E – Escursionistico: sentieri segnalati su terreni vari, che richiedono un minimo di esperienza e un'attrezzatura adeguata.
- EE – Per escursionisti esperti: tratti ripidi, scivolosi o esposti, che richiedono passo sicuro e assenza di vertigini.
- EEA – Per escursionisti esperti con attrezzatura: percorsi attrezzati e vie ferrate, che richiedono imbrago, set da ferrata e casco.
Molte schede, comprese le mie, usano anche un'etichetta più semplice come «facile». Ricorda però che la difficoltà descrive il terreno, non la fatica: un sentiero facile e lungo può stancare più di uno breve e più tecnico.
Come capire se un percorso è adatto a te
- Parti dal dislivello. Pensa all'ultima uscita fatta senza difficoltà: quanti metri di salita aveva? Un percorso con molto più dislivello di quello è un salto, non un passo.
- Guarda la quota massima. Più si sale, più il meteo cambia in fretta e più il fresco si fa sentire alle soste.
- Leggi il tempo come una durata minima. Aggiungi le soste che fai di solito e lascia margine per il rientro, soprattutto in autunno, quando le giornate si accorciano.
- Controlla il fondo. Un sentiero facile con radici e pietre chiede comunque scarpe con suola scolpita, e un passo più lento del previsto.
Nelle escursioni guidate di un giorno con tempi e dislivelli già verificati ogni scheda riporta distanza, dislivello, durata e difficoltà, e il ritmo lo adatto al gruppo che c'è quel giorno.
A settembre e in autunno, con giornate più corte, il margine sui tempi conta ancora di più: ne ho parlato nell'articolo sulle escursioni in Alto Adige a settembre.
Domande frequenti
Quanti metri di dislivello può fare un principiante?
Dipende dall'allenamento più che dall'esperienza. Un percorso facile con poche centinaia di metri di salita, come l'Adolf Munkel Weg con i suoi 360 metri, è un buon punto di partenza; da lì si aumenta gradualmente.
Come si calcola il tempo di un'escursione?
Una stima classica è la regola di Naismith: un'ora ogni 5 chilometri più un'ora ogni 600 metri di salita. Dà il tempo di cammino puro di un escursionista allenato; per un gruppo con soste conviene aggiungere un margine generoso.
Cosa significa la sigla E su un sentiero?
Nella scala del CAI indica un percorso escursionistico: sentiero segnalato su terreno vario, senza tratti esposti impegnativi, che richiede un minimo di esperienza e scarpe adatte.
I tempi sui cartelli comprendono le soste?
Di norma no: i tempi riportati sui cartelli indicano il cammino. Le soste, le fotografie e il ritmo del gruppo vanno aggiunti a parte.
Se hai un percorso in mente e non sai se è adatto a te o al tuo gruppo, chiedimi una valutazione per un'escursione guidata su misura.